Nell'ampia Lacedèmone Minerva
Entrava intanto ad ammonir d'Ulisse
L'inclita prole, che di far ritorno
Alle patrie contrade era già tempo.
Trovollo che giacea di Menelao
Nell'atrio con Pisistrato. Ingombrava
Un molle sonno di Nestorre il figlio:
Ma l'Ulisside, cui l'incerta sorte
Del caro padre fieramente turba,
Pensavane ad ognora, e invan per lui
D'alto i balsami suoi spargea la notte.
La dea, che azzurri gli occhi in giro muove,
Appressollo, e: «Telemaco», gli disse,
«Non fa per te di rimanerti ancora
D'Itaca fuori, e lungi dall'altera
Turba malnata degli arditi proci,
Che, divisa tra lor la tua sostanza...Buy after you read
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